Piede Piatto Adulto

Quando parliamo di Piede Piatto adulto indichiamo una problematica alla volta plantare che permane anche dopo l’età evolutiva.

Bisogna però partire con una doverosa premessa. Tutte le persone nascono, di base, con il piede piatto.

Quindi i neonati si presentano fin dalla nascita con i piedi piatti.

Per questo motivo, se il piede piatto nel bambino molto piccolo non è un problema, lo stesso non può dirsi se questa situazione permane durante la crescita.

Quindi da adolescente o addirittura da adulto.

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Il piattismo nel piede del piccolo bimbo è anche utile per la deambulazione in quanto aiuta a mantenere in equilibrio il bambino che muovi i primi passi, supportandolo nella deambulazione.

Con la crescita tuttavia la volta plantare comincia a prendere la sua forma definitiva, ma se il piede rimane piatto allora in quel caso siamo di fronte ad una problematica di tipo Ortopedico.

Sintomi e diagnosi di piede piatto

Piede piatto adulti: quali sono i sintomi e come si diagnostica?

Per diagnosticare il piede piatto in un adulto o comunque un adolescente si ricorre ad un esame clinico del piede da parte dell’Ortopedico che valuta il paziente con i piedi in carico.

Viene utilizzata ad esempio la pedana baropodometrica per analizzare il piede anche durante la camminata.

Può essere richiesta a supporto anche una radiografia di entrambe i piedi.

Per quanto riguarda gli adolescenti spesso sono i genitori ad accorgersi in primis del piede piatto del proprio figlio durante l’estate.

Proprio perché vedono sulla spiaggia un’impronta diversa da quella di una formazione normale della volta plantare.

Il piede piatto può essere sintomatico o asintomatico. I sintomi possono variare a seconda delle persone e dello stile di vita che conducono.

Possono presentarsi ad esempio con dolore all’arcata plantare dopo o durante attività fisica o sportiva.

Alcuni riferiscono un dolore alla caviglia di cui non capiscono l’origine, a volte con tumefazione lateralmente o posteriormente al malleolo.

Altre persone possono presentare stanchezza o dolori alla schiena o alla muscolatura a causa della scorretta biomeccanica del passo e ad un appoggio scorretto del piede.

Il piede piatto può portare anche ad altri tipi di deformazione dell’avampiede come concausa.

Le tipologie di piede piatto

Il piede piatto può essere suddiviso in due sottocategorie distinte.

  • Flessibile
  • Rigido

Per piede piatto flessibile si intende la tipologia di deformità che colpisce la quasi totalità delle persone. La forma è il più delle volte asintomatica e si accompagna a problemi correlati come ginocchio valgo o altre problematiche posturali.

Nel piede piatto rigido invece troviamo una forte caratterizzazione del dolore. Può essere diviso in 4 gradi, a seconda della severità, che notiamo visivamente quando prendiamo l’impronta del piede. Spesso si accompagna ad altre patologie come quella a carico dell’astragalo verticale.

Trattamento del piede piatto nell’adulto.

Piede Piatto adulto come trattarlo?

Se nel bambino, soprattutto se piccolo, abbiamo visto non rappresentare un problema, nell’adolescente e nell’adulto invece è il caso di intervenire.

Ma come?

Se il piede piatto si porta con sé una sintomatologia dolorosa, la prima parte della terapia conservativa prevede il riposo.

Questo serve per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione a carico del tibiale posteriore.

Per accelerare il processo il Medico Ortopedico potrebbe prescrivere anche l’assunzione di appositi farmaci antinfiammatori.

In determinati casi è consigliato l’utilizzo di un plantare su misura. Nel caso la deformità fosse più grave si possono prescrivere dei tutori o delle scarpe ortopediche speciali.

Infine è molto consigliato un supporto del fisioterapista per la terapia fisica al fine di avere un supporto per eseguire esercizi mirati per il piede piatto.

Questo è molto importante soprattutto per i più giovani, ma anche nell’adulto.

L’intervento chirurgico

Piede Piatto adulto: quando è invece necessaria l’operazione?

Qualora la terapia conservativa non avesse successo, l’Ortopedico può dare indicazione per l’intervento chirurgico.

In questo caso l’operazione non è uguale per tutti, ma può cambiare a seconda del grado di severità del piede piatto oppure dalla richiesta funzionale del paziente (ad esempio sportiva o sedentaria).

Potrebbe essere necessario l’utilizzo di una protesi in determinati casi, oppure possono essere richieste osteotomie per il riallineamento di alcuni segmenti ossei.

In ogni caso la risposta spetta sempre al vostro Ortopedico curante, che vi saprà instradare nella direzione più adatta al vostro caso.

Quando invece sono gli adolescenti a dover aver necessità dell’intervento solitamente si opta per un intervento in percutanea mininvasivo, che consiste nell’inserimento di una piccola vite entrando con un piccolo forellino.

Questa vite permette al piede di “riposizionarsi” in quella che dovrebbe essere la forma corretta.

Il post intervento classico di un’operazione al piede piatto adulti in genere richiede richiede almeno un mese e mezzo di riposo.

Per quanto riguarda invece il ritorno alle normali attività, potrebbe servire dai due mesi alle dodici settimane.

Sempre ovviamente previa valutazione di controllo del Medico.

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